Io ci metto la Faccia
STEFANIA ABALSAMO
Stundentessa universitaria
“Ho 23 anni nata e cresciuta a Vigevano. Sono laureanda in “Allevamento e Benessere Animale” alla facoltà di Veterinaria presso l’università Statale di Milano. Tra pochi esami sarò finalmente laureata. A quel punto il problema maggiore sarà trovare lavoro a Vigevano, città che purtroppo non offre molte possibilità d’impiego diversamente dal passato, come mi raccontano i nonni e i miei genitori. Questo è uno dei motivi per cui mi sono avvicinata al movimento Civiltà Vigevanase, per esprimere le mie idee, le mie opinioni e proporre idee su come aiutare la città a progredire e miglioraere invece di regredire, sia a livello lavorativo che ambientale e culturale. Prima d’ora non avevo mai aderito ad un movimento o forza politica perché non ne ero attirata. Era una cosa che non mi interessava, ma da quando ho iniziato a frequentare il movimento e le persone che ne fanno parte, ho capito che anch’io, nel mio piccolo, potevo dare una mano e anzi, sono convinta che tutti possono dare una mano, basta volerlo. Uno dei motivi per cui ho aderito a Civiltà Vigevanese è legato al fatto che, secondo me, la nostra città avrebbe bisogno di molti più spazi di ritrovo per i giovani cosi che molti di loro riescano a passare i pomeriggi o le serate in maniera divertente e spensierata senza cedere alla noia, pensando soltanto a bere o a fare anche cose peggiori.”
‘NDRE DANIEL ACKA
44 anni – orefice
“Sono N’Dre Daniel Acka, nato in Costa d’Avorio il primo gennaio 1964, coniugato e padre di due figli, residente a Vigevano dal 2002. Sono diplomato in psicopedagogia all’Istituto Pedagogico Universitario per la formazione dei docenti delle scuole di formazione tecnica e professionale(IPNEPT) ad Abidjan. Dopo quattro anni di formazione ho vinto un concorso statale. Sempre dopo un concorso, ho acquisito il merito di esercitare la mia professione di docente in arte orafa dal1993. Sono arrivato in Italia per motivi professionali nel febbraio 2000. Sono, con orgoglio, cittadino italiano dal 2006. Di professione sono docente in arte orafa, orafo modellista e, dal 2004, anche mediatore culturale presso l’associazione Oltremare. Tutt’ora svolgo interventi presso le famiglie di immigrati di madre lingua francese, seguo i figli di immigrati nelle scuole per favorire l’integrazione e facilitare l’apprendimento della lingua italiana. Così i bambini possono seguire le lezioni in classe e adattarsi all’ambiente scolastico. Sempre come mediatore, ho svolto interventi presso il carcere di vigevano rivolti ai detenuti di origine africana e o di lingua francese e inglese per motivi amministrativi. In Italia ho lavorato come orafo modellista, presso laboratori e aziende di creazioni e fabbricazioni di gioielli a Valenza, Alessandria e Milano. Nel 2004 ho iniziato a lavorare in proprio, come libro professionista. Sempre in quell’anno, la Fondazione Luigi Clerici mi ha affidato l’incarico di docente presso la scuola orafa di Mede. Nel gennaio 2007, nella mia città, Vigevano, ho aperto una piccola impresa, premiata dalla regione Lombardia come “Impresa orafa d’eccellenza della Lombardia” durante Artigianato in fiera.”
PIERLUIGI ALBETTI
Dirigente SUNIA
“Libero professionista dal 1978 (laurea in Architettura al Politecnico di Milano), con varie esperienze nel settore pubblico e in quello privato, collaboratore del Sindacato Inquilini Sunia dal 1990, con incarico di responsabile provinciale di Pavia dal 2004. Nato a Milano ma residente a Vigevano dal 1963. Da parecchi anni quell’”ambiente” che mi avevano fatto conoscere e apprezzare (caratterizzato da tradizioni, storia, paesaggi, non solo fisico ma anche affettivo) mi è diventato mano a mano estraneo, a causa di troppe devastazioni che ne hanno sfigurato la fisionomia, accompagnate da cambiamenti sociali che hanno stravolto gli stili di vita. Qualcosa è certo conseguente all’evoluzione dei tempi e ai cambiamenti economici, ma credo che molto sia dovuto allo schieramento politico attuale che ci sta governando da diversi anni senza applicarsi con la necessaria cura ed il dovuto rispetto per il territorio, dimostrando notevoli mancanze di sensibilità e orientamenti negativi che si sono inevitabilmente riflessi anche sui comportamenti e sulla vita dei cittadini. Oggi Civiltà Vigevanese, rappresenta una concreta opportunità di recuperare quell’insieme di identità e di valori che sono l’anima più autentica di questa Città, con in più la volontà di progettare insieme una crescita intelligente e positiva, attenta a non lasciare indietro nessuno, specialmente i più deboli. Sono convinto che nel settore di cui mi occupo, cioè la casa in affitto, si debba e si possa fare tanto di più, aumentando le risorse per andare incontro ai bisogni delle persone. Al tempo stesso, penso che occorra lavorare e impegnarsi per un serio miglioramento estetico e funzionale dei nostri luoghi, concentrandosi però sul recupero e sulla riqualificazione della Città esistente, centro storico e periferia. È indispensabile dire basta a ogni forma di inquinamento e alla distruzione della nostra preziosa campagna, che deve invece essere valorizzata in tutti i suoi aspetti, produttivi, culturali ed ecologici, e rilanciata entro un unico quadro di riequilibrio, dove trovino uguale dignità e considerazione l’uomo, gli animali, la natura, l’economia.”
GAETANO ARGENTINO
Pensionato
“Sono nato a Torre Annunziata (Na) nel 1932. Vivo a Vigevano da 50 anni. In tutti questi anni ho svolto lavori di ogni tipo: ho lavorato in un cementificio, nel settore calzaturiero in una fabbrica di accessori per scarpe. Da oltre 30 anni faccio parte del SUNIA (Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari) occupandomi di tutti i problemi riguardanti i contratti d’affitto, gli sfratti, le locazioni in generale. E proprio questa esperienza diretta con i problemi delle persone che hanno biogno di un’abitazione, siano essi giovani o anziani, ha sviluppato in me, sempre di più, quel senso di giustizia che trovo essere fondamentale in ogni società e quindi anche in una città come Vigevano. Ho aderito a Civiltà Vigevanese per quel sentimento di forte risveglio sociale che ho trovato nei suoi aderenti, nei giovani che vedo appassionarsi a temi che credevo avessero dimenticato, nelle persone della mia età che spesso sono state deluse dalla politica e nelle donne che oggigiorno sono portatrici di problematiche nuove e di fondamentale importanza. Insomma è questo insieme di cose ha fatto sì che un “ragazzino” della mia età si sia rimesso in gioco, al fianco di un gruppo di persone di cui condivido valori e ideali, per riportare Vigevano al livello che si merita. La nostra è una città che potrebbe dare molto di più a chi ci vive se chi l’amministra si rendesse conto che Vigevano non è una loro proprietà. Insieme alle altre persone che fanno parte di Civiltà Vigevanese cercherò di dimostrare che cambiare è possibile.”
SILVANA BARSOTTI
Casalinga
Sono una delle prime aderenti al movimento civico Civiltà Vigevanese. Il principale motivo che mi ha spinta ad effettuare questa scelta è dovuta alla distanza che la politica tradizionale sta mettendo tra lei e le persone che hanno voglia di impegnarsi su alcune tematiche che trovano importanti per se e per la propria comunità.
“Il mio impegno in Civiltà Vigevanese è iniziato con la campagna contro la chiusura di un supermercato di quartiere e per salvaguardare gli affitti delle case Aler di Vigevano. Dopo queste prime esperienze concrete ho deciso di proseguire il mio impegno perché trovo interessante la possibilità di confrontarmi e lavorare insieme a donne, uomini e giovani con i quali condivido gli stessi valori”.
ANNA BATTAGLIA
62 anni – già dirigente ASL
Sposata, senza figli, si è trasferita a Vigevano per seguire il marito oltre 20 anni fa. Psicologo e psicoterapeuta familiare, ha sempre lavorato all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, nell’ambito del disagio psichico, occupandosi prevalentemente di adulti. Si è occupata inoltre di prevenzione sanitaria in svariati ambiti e di alimentazione sana, bio e vegetariana. Vissuta all’estero al seguito della famiglia d’origine, ne ha ereditati la passione per i viaggi e l’interesse per l’antropologia, oltre che per il teatro e la musica popolare. Appena pensionata ha deciso di investire il proprio ritrovato tempo libero in attività al servizio della città dalla quale era stata tanto bene accolta, con l’obiettivo di renderla più bella e accogliente oltre che per mettere a frutto le esperienze accumulate in tanti anni nell’ambito della sanità e del sociale. L’incontro con Civiltà Vigevanese, così vicina al suo modo di percepire l’impegno civico, è stato determinante nel realizzare concretamente il desiderio di utilizzare al meglio la propria esperienza sia di vita che lavorativa, mettendola a disposizione dei propri concittadini.
MARCO BERETTA
Editor
“Sono nato a Vigevano nel 1962. Ricordo una città più piccola dell’attuale, ma più viva e vivace. Con molto più verde intorno e un Ticino ancora pulito. Ho studiato al Casale, dove mi sono diplomato ragioniere, amando però di più le materie letterarie che non quelle tecniche. Infatti, dopo mi sono iscritto a Lettere all’Università di Pavia. Lì mi sono laureato con una tesi in letteratura italiana. Ho incominciato subito a lavorare nell’editoria: prima in Einaudi; poi in Arnoldo Mondadori, al Touring Club, in Rizzoli. Due anni fa sono approdato alla Bruno Mondadori, dove mi occupo di progettazione e realizzazione di libri scolastici. Nel 2000 ho partecipato alla fondazione della “Barriera” e poi dell’omonima associazione culturale. Nell’ambito del giornale sono responsabile delle pagine culturali: lavoro con una straordinaria équipe di amici e professionisti della penna, che condividono con me l’obiettivo di discutere e scrivere di cultura nella maniera più aperta possibile. Nel 2008 ho aderito a Civiltà Vigevanese, per due motivi. Il primo è l’entusiasmo che percepisco da parte di molti giovani che fanno parte del movimento. Un entusiasmo che credo debba spingere la mia generazione, più avanti negli anni e magari anche un po’ più disincantata e cinica, a riscoprire il gusto dell’impegno, il piacere di fare politica non per il proprio tornaconto, ma per il bene della comunità. Il secondo motivo è l’attenzione che Civiltà Vigevanese riserva alla cultura, ciò che più mi sta a cuore e anche quello che, secondo me, è alla base del benessere di una città. Tutto è cultura, la politica più che mai. E Vigevano ha bisogno di buona cultura e di buona politica.”
ROBERTA BERETTA
Dipendente comunale
Cinquantaseienne, dipendente comunale. Trovo che Vigevano stia attraversando, da troppo tempo ormai, un periodo di crisi non solo economica e di sviluppo ma anche socio-culturale. “Sono stata tra i primi ad aderire al movimento civico Civiltà Vigevanese convinta dal costante allontanamento dei partiti presenti nella nostra città dai temi concreti e tangibili cari ai cittadini. Trovo che sempre più spesso le decisioni politiche nella nostra città siano “calate dall’alto” e mai analizzate e dibattute con chi a Vigevano ci vive e ci lavora.
Un movimento civico come Civiltà Vigevanese credo possa garantire una partecipazione attiva delle persone alle decisioni sul futuro della città con un rinato entusiasmo e coinvolgimento di chi nel processo democratico della partecipazione ci crede profondamente.
Vigevano non deve essere lasciata decadere e proprio per contrastare questo processo ho deciso di impegnarmi personalmente a contrastare questo processo che sembra irreversibile. Ci vorrebbe maggiore impegno del Comune nel rendere più viva e vivibile Vigevano per i giovani, evitando così il loro costante abbandono della città sia per motivi di lavoro, che di studio che, semplicemente di svago. Vigevano ha bisogno di riprendere il suo ruolo di città aperta alla convivenza senza ovviamente abbandonare la ricerca costante della legalità su tutti i piani. Anche l’imprenditoria vigevanese dovrebbe portare il proprio contributo ad uno sviluppo moderno al passo con le innovazioni tecnologiche e di visione tipiche della tradizione dell’impresa cittadina. Un altro argomento che potrebbe risultare vincente nella ricerca di una svolta innovativa della nostra città potrebbe essere quello dello sviluppo dell’artigianato affiancato a quello di alcuni comparti del terziario avanzato e del turismo. Insomma, credo che argomenti per cercare di scuotere Vigevano dal suo torpore ce ne siano molti e proprio per questo ho deciso di impegnarmi in prima persona.
GLORIA BERGONZI
Assistente amministrativo
“Ho 49 anni, sono sposata e madre di un figlio, Edoardo 15 anni, sono assistente amministrativo all’istituto Casale di Vigevano. Mi sono trasferita in questa città venti anni fa, per motivi personali, certamente non felice di lasciare la mia città natale, Pavia. Una città viva, giovane, allegra, vissuta. Sarà forse la presenza dell’Università? Di tanti giovani provenienti da città e paesi diversi? Può essere. Certo è che mi piacerebbe che anche Vigevano diventasse viva. Anche senza Università.
Nella mia città natale, fin dall’età di 14 anni, ho sempre fatto politica attiva. Appena giunta a Vigevano ho deciso di impegnarmi nel sociale e nel volontariato. Dal 2001 faccio parte dell’Associazione culturale La Barriera ma, cosciente dell’allontanamento dei partiti presenti nella nostra città, dalle problematiche reali dei cittadini e che le decisioni politiche sono decise da pochi e mai confrontate con i cittadini, ho deciso di far parte, dal momento della sua costituzione, del Movimento Civico Civiltà Vigevanese, perché Civiltà Vigevanese garantisce una partecipazione attiva delle persone alle decisioni sul futuro della città. Ricordo le campagne di raccolta firme sulla destinazione d’uso del Macello e contro la privatizzazione dell’acqua pubblica. Se non è partecipazione attiva questa!
La speranza e il futuro di Vigevano dipende da un cambio radicale della classe politica. Per mutare gli eventi occorre non solo un programma fattibile e concreto ma, soprattutto, l’impegno di tutti coloro che sono dotati di un alto senso civico e di un totale disinteresse personale, perché la politica deve ritornare ad essere “passione” attiva.
Vigevano ha bisogno di spazi di ritrovo per i giovani: per socializzare, per ritrovarsi e stare insieme, magari anche di quei localini tipici dove fanno musica dal vivo: blues, jazz, come ce ne sono tanti a Pavia? Perché i nostri figli devono essere costretti a migrare verso altri lidi, rischiando anche la vita, solamente per vedere un film? Ben venga l’esistenza dell’Associazione Culturale La Barriera che insieme alla Parrocchia dell’Immacolata gestiscono l’unica sala cinematografica, l’Odeon, che esiste a Vigevano. E solo con il volontariato!
Per questo ho aderito a Civiltà Vigevanese, perché con il mio impegno e con quello di altre persone che condividono i miei stessi obiettivi, Vigevano possa tornare a credere in un futuro vivo.
E’ solo un sogno?”
SILVIA BINDA
Avvocato
“Sono cittadina di Vigevano dal 1998; per la verità, svolgendo la professione di avvocato a Milano, appartengo alla schiera di quelli che in città “ci dormono” e “ci vivono il sabato e la domenica”. Viaggiando quotidianamente da molti anni mi sono resa conto di quante persone ci sono nelle mie condizioni e di quanti, come me, vorrebbero che questa città avesse assunto, nei recenti anni passati, un peso diverso in Lombardia, soprattutto in relazione alle infrastrutture che ci collegano a Milano. Considerato che da Vigevano ci sono tanti pendolari mi sono chiesta perché é stato fatto tanto su altre città- satellite di Milano e perché non é stato fatto niente a Vigevano: la risposta é probabilmente nella distanza siderale che separa la politica di questa città dai problemi reali dei suoi cittadini. Proprio il desiderio di fare incontrare i binari paralleli rappresentati dalle esigenze degli elettori e dalle risposte della politica mi ha convinto a sostenere Civiltà Vigevanese ed i suoi progetti, affinché la politica della partecipazione dei cittadini ai problemi ed alle soluzioni possa migliorare la vita di chi, come me, lavora fuori città, ma vive in città.”
MASSIMO BONGIORNO
Consulente di marketing
Cinquantacinque anni, sposato, e padre di Chiara. Vigevanese di nascita, perennemente innamorato della mia città mi sento non rappresentato da una classe politica cittadina che dimostra ogni giorno di essere brava nel non fare o nel fare scelte sbagliate. Che dire della svendita dell’Asm? Dei soldi gettati per l’università del fiore oppure per la desaparecida parity card? Dei soldi gettati al vento per creare una pista ciclabile inutile verso la Sforzesca? Oppure vogliamo chiedere ai pendolari cosa provano a passare sul “nuovo ponte” e di come arrivano puntuali al lavoro grazie al doppio binario? Che dire sulle scelte che questa giunta vorrebbe fare per l’area dell’ex macello? Che dire della cementificazione della città orrendamente deturpata da centinaia di costruzioni spesso orribili? Che dire della qualità dell’aria, dei nostri solerti assessori che spesso ci costringono ad andare a piedi per rientrare nei parametri di legge e poi vogliono piazzare una centrale inquinante a ridosso della Morsella?
E l’elenco potrebbe continuare, parlando di viabilità, parcheggi, sicurezza, spazi per i giovani, per gli anziani.
Ecco, il mio desiderio per Vigevano è di un cambio radicale non solo della classe politica ma di una visione della città in chiave di modernità e innovazione in linea con la tradizione di un territorio che andrebbe rivalutato e non devastato. Tutto questo ha un valore maggiore se pensiamo alle prossime generazioni che rischiano, andando avanti così, di avere un futuro solo trasferendosi a Milano, Novara o Pavia.
PAOLO BOREA
44 anni – impiegato
“Sono nato a Genova nel 1964 e, per motivi di studio e in seguito di lavoro, dal 1982 mi sono trasferito a Vigevano. Ho scelto questa città pur lavorando a Milano perché rappresentava la giusta mediazione tra un’ottima qualità della vita, costi d’affitto contenuti e comodità nel raggiungere il posto di lavoro. Purtroppo però negli ultimi anni queste caratteristiche sono cambiate: i tempi di trasferimento sono nettamente peggiorati, la città non è più quell’area verde e ben tenuta dei primi anni della mia permanenza e, in compenso, sono nati una quantità enorme di palazzi e palazzine che non sapremo mai se verranno utilizzati. Quello della scarsa attenzione alla salvaguardia della qualità della vita è uno dei motivi che mi hanno portato a far parte del gruppo fondatore di Civiltà Vigevanese: non vorrei che chi amministra Vigevano, a forza di scimmiottare Milano e la sua Giunta, riducesse la nostra città ad una succursale del capoluogo lombardo in cui tutti gli sforzi dell’amministrazione sembrano essere dedicati ad un fantomatico concetto di sicurezza, al profitto ad ogni costo, alla privatizzazione di ogni bene pubblico tralasciando temi come il verde, la cultura e la salvaguardia delle persone meno fortunate. Il secondo motivo che mi ha portato a vivere l’avventura di Civiltà Vigevanese è il crescente allontanamento dalla vita dei cittadini vigevanesi da parte della politica ed in particolare dei partiti della sinistra: penso che finché questa distanza non verrà colmata aumenterà la diffidenza dei cittadini a scapito della politica “parlata” e piena di promesse non mantenute.”
PAOLA CAPPUZZO
30 anni – chinesiologa
Nasce nel 1979. E’ una libera professionista nel campo della rieducazione motoria. Ha aderito a Civiltà Vigevanese per tutte le battaglie sacrosante e vicine ai bisogni dei cittadini che questo movimento, nella sua seppur breve storia, ha già affrontato.
“Soprattutto in un periodo di crisi economica come quella che stiamo attraversando, credo che l’Amministrazione pubblica non dovrebbe svendere i suoi gioielli di famiglia (per es. l’ASM), ma cercare di valorizzarli al massimo.
Penso che gli altri argomenti forti da affrontare nei mesi prossimi debbano essere quelli del risparmio energetico, dei riciclo dei rifiuti, nel senso che il Comune dovrebbe spingere sull’acceleratore della raccolta differenziata, e del traffico, conseguente ai parcheggi, che sta soffocando sempre più la nostra città. Non bisogna dimenticare, poi, il grosso problema dei collegamenti con Milano e le città vicine. Si tratta di un handicap che penalizza grandemente l’economia di Vigevano impedendole di fare quel salto di qualità che permetterebbe la creazione di nuovi posti di lavoro e darebbe così nuove speranze ai giovani”.
MASSIMO COLOGNESE
Sindacalista Cgil
Quarantaquattro anni, sposato, papà di due figli, Chiara e Andrea. La sua professione lo vede occupato nella manutenzione dei treni. Dal 1997 è sindacalista della Cgil trasporti. “Ho aderito al movimento di impegno civico Civilta Vigevanese perche desidero impegnarmi per la mia città, anche se il lavoro mi porta a trascorrere gran parte del tempo a Milano. E proprio la carenza di collegamenti con il capoluogo è uno dei problemi che si avvertono maggiormente a Vigevano. Questa carenza, anno dopo anno, continua ad aumentare accrescendo sempre di più il senso di isolamento che la nostra citta sta vivendo ormai da troppo tempo. Ed è proprio perchè vorrei che la mia città fosse piu aperta al nuovo, piu partecipata, garantendo maggiori opportunità alle nuove generazioni, che ho pensato fosse giusto dare il mio contributo a Civiltà Vigevanese. Perche Vigevano torni ad essere un luogo che dia opportunità a tutti, e che permetta di sentirsi bene anche facendo una passeggiata insieme alla propria famiglia. Mi piacerebbe che ritornassimo a riprenderci il gusto di vivere la nostra città attraverso il miglioramento dei servizi, l’aumento delle sicurezze e delle proposte culturali che portano sia il benessere economico che quello sociale. Insomma, ho aderito a Civiltà Vigevanese perchè anche attraverso il mio impegno, insieme a quello di tanti altri cittadini, Vigevano possa tornare a sorridere”.
MASSIMO CUGINI
37 anni – tecnico del suono
Ho 37 anni e sono libero professionista nel mondo dello spettacolo, lavoro che mi ha portato, mi porta, in giro per l’Italia e per il mondo. Ho così modo di vedere tante città, alcune delle quali sono come potrebbe essere la mia. La mia che, invece, negli ultimi anni è diventata sempre più brutta. Eppure è il luogo dove sono nato, dove ho studiato, dove cari affetti mi legano e mi avvincono. E forse è per questo che non mi voglio rassegnare. E che quando ogni mattina il sole si alza a illuminarne i palazzi, spero che qualcosa di nuovo vi sia accaduto, di bello. Che la renda più vivibile, più cara, più agibile. La mia città è anche la tua. E forse la guardiamo con gli stessi occhi, la mattina. Più stanchi, forse, ma ancora non vinti dalla rassegnazione. Per questo ti chiedo di aiutarmi a cambiarla, nel modo più semplice che si esprime con il voto, ma anche nel modo meno immediato, che sono i suggerimenti e le idee. Già, perché ci vorrei provare a cambiarla. Per questo mi sono candidato nella lista di Civiltà Vigevanese. Perché la nostra città ha potenzialità enormi, che non si possono esprimere se l’unica preoccupazione di chi la governa è vietare, vendere al miglior offerente, cementificare. Una città non è un’azienda, sono cittadini che hanno età ed esigenze diverse, redditi diversi, capacità imprenditoriali diverse, idee e speranze diverse. A chi la guida il compito di ascoltare, sostenere quel che c’è, aiutare in quel che manca. È quel che vorrei fare, insieme alle persone della mia lista, ma soprattutto insieme, grazie a voi.
LUCA DANESINI
35 anni – ottico
Ho sempre pensato che fosse inutile lamentarsi senza fare niente aspettando che facesse qualcosa qualcun altro. Per questo mi sono sempre impegnato in prima persona per cercare, nel mio piccolo, di dare un contributo migliorativo alla mia comunità prima nel Consiglio di quartiere e poi nel movimento civico Civiltà Vigevanese. La situazione economica e sociale nella quale viviamo e le passate amministrazioni hanno portato problemi la cui soluzione non può più essere rinviata. Problemi quali lavoro, sicurezza, ambiente, integrazione e sviluppo sostenibile. Sono convinto che l’unica soluzione sia una riorganizzazione delle amministrazioni “dal basso”. I cittadini per i cittadini. Eliminando il più possibile gli interessi di parte che hanno reso questa città a mio parere peggiore. I servizi, le infrastrutture, il verde pubblico sono stati completamente tralasciati per colare cemento ovunque. Non è più possibile continuare in questo modo. La città in questo modo sta morendo lentamente e anche i suoi abitanti sono sfiduciati. Il centro storico fiore all’occhiello della città è lasciato allo sbando senza iniziative concrete per rilanciarlo turisticamente e commercialmente, pensando solo alla realizzazioni di centri di grande distribuzione che portano utenti solo in periferia e che giovano poco anche all’occupazione. Mi impegnerò e ci impegneremo per riportare l’amministrazione vicina ai cittadini e alle vere esigenze delle persone, per dare spazio d’opinione a tutti e perche la cosa pubblica non sia più un affare privato.
ALESSANDRA DE PAOLI
27 anni – commerciante
“Ho 27 anni, sono nata e cresciuta a Vigevano e di questo vado fiera. Poi , come molti ragazzi della mia età, mi sono trasferita a Pavia per frequentare la facoltà di Lettere e Filosofia, per poi conseguire, due anni fa, la laurea magistrale in Teorie Filosofiche. Completato il mio iter formativo, fiduciosa di inserirmi nel mondo del lavoro, mi scontro invece con una realtà alquanto difficile e problematica. Mi ritrovo in una città, Vigevano, che non offre opportunità per noi giovani, sia dal punto di vista lavorativo, che da quello culturale. Forse utilizzo questi termini non molto gentili, perché ho vissuto in una città universitaria dove comunque si percepiva un’atmosfera più “colorata e vivace”, e non dico questo solo perché ero una studentessa allegra e spensierata. Perché allora la mia città non può essere così? Solo perché non abbiamo l’Università…?! Mi sembra una risposta riduttiva e stupida. Allora ho anche pensato che la colpa debba essere in parte imputata a noi giovani. Infatti, per esperienza personale, posso affermare che molti dei miei coetanei, purtroppo, non hanno interessi, opinioni, o quantomeno non le esprimono, e ad un certo punto, dopo aver preso coscienza di me stessa, come se il mio corpo e la mia anima fossero rimasti intorpiditi per anni in una realtà onirica, mi sono detta: “ io non voglio essere così, non voglio assistere passivamente al declino della mia città!”. Per questo motivo mi sono avvicinata a Civiltà Vigevanese, per cercare di combattere quell’atteggiamento lassista che ci circonda, perché desidero che la mia città venga valorizzata e rivalutata, perché, per esempio, possiede un patrimonio artistico e architettonico che potrebbe far invidia a tante altre città italiane. Così si inizia, a piccoli passi, ma spero anche che il mio percorso in Civiltà Vigevanese possa essere seguito da altri giovani che, come me, capiscano che così non si può andare avanti, e che quello che ci troveremo in futuro sarà il risultato di quello che abbiamo o che non abbiamo fatto ora.”
DINA DELEDDA
Pensionata
“Ho 67 anni. Sono nata e cresciuta a Vigevano. Ho svolto una delle professioni più classiche per le donne vigevanesi della mia generazione: la tagliatrice nel settore calzaturiero. In tutti questi anni ho visto la nostra città cambiare tanto così come sono cambiati i modi di vivere e i Vigevanesi. E tutti questi cambiamenti hanno generato problematiche nuove che solo un’amministrazione attenta ai bisogni dei cittadini e che sappia interloquire con loro, potrà risolvere. Ed è proprio per questo motivo che ho deciso di aderire a Civiltà Vigevanese, soprattutto dopo aver partecipato in prima persona a battaglie sociali come quella contro la chiusura di un supermercato di quartiere, o quella a sostegno degli inquilini della case ALER o quella, importantissima, contro la privatizzazione dell’acqua pubblica a Vigevano. Tutti momenti che mi hanno vista molto impegnata a difesa di valori che ritengo fondamentali al fianco di persone con cui condivido gli stessi ideali e speranze tramutandoli in attività pratiche di mobilitazione sociale, raccolta firme e contatto con i miei concittadini. In questi mesi ho potuto vedere in prima persona che i vigevanesi che hanno idee simili alle mia sono molti e hanno bisogno soltanto che qualcuno li aiuti a tornare a credere nella forza del dialogo e della politica che nasce dal basso. Proprio come accade in Civiltà Vigevanese.”
FILOMENA (DINA) DI BENEDETTO
48 anni – agente immobiliare
“Nata in Campania, sono vigevanese d’adozione. Infatti i miei genitori si trasferirono a Vigevano insieme ai quattro figli nel lontano 1969. Avevo sette anni e presi a frequentare le scuole elementari Vidari, a cui seguirono le scuole medie Besozzi. Di quegli anni ricordo le strade silenziose sotto la neve, il profumo del pane quando passavo davanti al negozio del Prestine, la solidarietà dei vicini di casa, che trattavano me e i miei fratelli come figli propri. Oggi sono moglie di un vigevanese ed ho una figlia di 15 anni che ha seguito le mie orme scolastiche. Infatti anche lei studia ragioneria al mitico istituto Casale. Dopo varie esperienze lavorative come dipendente, da ormai sedici anni sono titolare di un’agenzia immobiliare in città e da circa quattro anni sono anche segretario dell’associazione di categoria Fiaip, che annovera ben 45 soci tra agenti immobiliari e finanziari della Provincia di Pavia. Visto il periodo di crisi che attraversa il mercato immobiliare, da circa due anni ho ampliato il mio lavoro dedicandomi anche alle amministrazioni condominiali. Amo il rapporto con la gente e rendermi utile per agli altri. È per questi motivi che ho aderito a Civiltà Vigevanese. Un movimento che è vicino alla gente, ai suoi problemi reali e concreti. Con Civiltà Vigevanese so che avrò la possibilità di fare qualcosa di utile e concreto per i miei concittadini.”
MATTEO DI MAGGIO
21 anni – ragioniere
“Ho 21 anni e sono nato e cresciuto a Vigevano. Nel 2007, dopo aver conseguito il diploma in ragioneria presso l’Istituto Luigi Casale, mi sono iscritto a “Marketing e Comunicazione” presso l’università Bicocca di Milano. Oltre a studiare, fortunatamente ho trovato un lavoro (cosa molto difficile di questi tempi per un giovane) nel settore bancario presso la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza. Sono a venuto a conoscenza di Civiltà Vigevanese tramite l’Associazione Culturale La Barriera che conosco da tempo. Lì ho trovato un ambiente veramente democratico, dove ognuno può esprimere i propri pensieri senza pregiudizi. Cosa più importante, però, ho conosciuto persone che, come me, hanno a cuore il destino della loro città: Vigevano. In questi dieci anni ho visto il completo decadimento di Vigevano, a partire dalla corsa sfrenata per costruire spettacolari mostruosità architettoniche, sino ad arrivare alla privatizzazione della nostra acqua. Fino ad ora ho fatto da spettatore, ma adesso mi piacerebbe partecipare al recupero della nostra città, che ha bisogno di menti fresche e dinamiche per una politica giusta. Non ci servono personaggi che pensano solo ai propri tornaconti. Ecco perché “io ci metto la mia di faccia”.”
EUGENIO FELLINE
24 anni – studente universitario
“Ho 24 anni e sono studente di Economia Aziendale all’Università di Pavia. Mi interessa molto la politica e mi sarebbe sempre piaciuto potermene occupare direttamente all’interno di un’organizzazione che desse l’opportunità ai giovani di esprimersi senza essere troppo vincolati da rigide gerarchie interne. Ho aderito a Civiltà Vigevanese proprio perché, secondo me, questo movimento ha aperto una nuova stagione di partecipazione diretta alla politica nella nostra città. Infatti ognuno ha la possibilità concreta di portare il proprio contributo e le proprie idee approfondendo le problematiche della città; insomma facendo politica nell’unico modo che personalmente ritengo accettabile: tra la gente, ascoltando, studiando i problemi e proponendo soluzioni. Oggi sono orgoglioso di fare parte di Civiltà Vigevanese perché questo movimento civico mi ha dato l’opportunità più importante per un ragazzo della mia età: un sogno in cui credere. E il sogno è quello di far tornare la mia Città a vivere una stagione che offra vere opportunità alle proprie nuove generazioni. Ed è proprio sui temi del lavoro, dello sviluppo e della vivacità economica che intendo impegnarmi maggiormente, affinché Vigevano possa davvero vivere un nuovo Rinascimento. Perché Vigevano torni ad essere una città forte, ricca di possibilità e prospettive, soprattutto per quelli che, come me, che non vorrebbero vedersi costretti a trasferirsi in altre città soltanto perché a Vigevano è mancata la volontà e il coraggio di sperimentare nuove soluzioni per garantire a noi cittadini un futuro migliore.”
ROSA MARINA GANDOLFO
41 anni – insegnante tecnico pratico
“In realtà sono Marina, ho 41 anni, sono sposata e in 10 anni ho avuto 3 figli. Sono un Perito Chimico e da 20 anni lavoro come ITP ( Insegnante Tecnico Pratico) nei laboratorio di Chimica e di Biologia nella scuola secondaria di secondo grado. Ho sempre creduto nell’impegno sociale, ma non ho mai militato in nessun partito. Negli ultimi anni la mia vita è stata assorbita dal lavoro, dalla famiglia , e dalla passione per la danzamovimentoterapia, piccolo universo di ricerca e crescita personale. Da troppi anni però sta crescendo in me un senso di rabbia e frustrazione, legato alla sensazione di impotenza di fronte alle scelte politiche nazionali, ed aimè, anche locali. Per questo, quando mi hanno chiesto di fare parte del gruppo promotori del movimento di Civiltà Vigevanese, non ho avuto dubbi, ho aderito. E’ vero, non ho molto tempo da dedicare al movimento, a causa di impegni di lavoro e famigliari, ma non voglio che questo sia l’ennesimo alibi per rassegnarsi. Tutti, con il tempo e le energie che hanno a disposizione, se si uniscono in gruppo, possono incidere sulle scelte amministrative del proprio territorio, controllandole, contestandole quando è il caso, informando tutti i cittadini delle implicazioni che queste avranno sul loro futuro. La rassegnazione dona spazio e possibilità a chi vuole sfruttare la città per gli interessi di pochi, l’attivazione delle persone può invece creare i presupposti per azioni utili alla crescita di questa città, basata soprattutto sul miglioramento della qualità della vita di tutti i suoi cittadini.Da soli si è impotenti, insieme, in un movimento civico e democratico, si può davvero cambiare direzione.”
ENZA GIANFORTE
pensionata
Mi chiamo Enza Gianforte, sono nata a Vigevano da genitori Siciliani. I miei ricordi parlano di una Vigevano alle prese con una prima grande ondata di immigrazione, ancora tutta italiana, fatta di gente come me, che veniva dal sud o dal Veneto alla ricerca di una vita migliore. Ma anche di una città che si è sempre prodigata affinché i nuovi arrivati costituissero una risorsa e non un problema. Non è stato facile, ma il buon senso dei vigevanesi è riuscito nell’impresa. Oggi viviamo una nuova immigrazione, fatta di etnie e culture diverse, ma non vedo azioni politiche volte a favorire il loro inserimento nel tessuto cittadino. Ho sempre pensato che debbano essere gli amministratori pubblici a impegnarsi per fare in modo che l’integrazione avvenga in modo sereno e senza traumi. Affrontando il problema con onestà intellettuale, creando condizioni di vita decorose, pensando a politiche sociali in grado di eliminare le paure che nascono sempre quando si lascia degenerare la situazione e non si cerca di controllarla. Perché ritengo sia ormai chiaro che con la repressione non si ottiene nulla, se non il rischio di creare una guerra tra poveri che genera solo altre tensioni sociali. Il mio impegno in Civiltà Vigevanese sarà quindi quello di trovare soluzioni percorribili per dare a tutti la possibilità, vigevanesi e non, di ottenere una vita di qualità che consenta una coesistenza serena e nella legalità.
GIOVANNI GIOIA
55 anni – ausiliario socio assistenziale
“Sono nato a Torre del Greco, città del corallo. Poi, come tante famiglie del Sud, sono stato costretto ad emigrare. Destinazione la Toscana: Livorno, prima (dove ho iniziato ad interessarmi di politica) e Isola d’Elba poi. A 14 anni lascio la scuola ed entro nel mondo del lavoro come cameriere. Riprendo nuovamente la strada dell’emigrazione, sulle vnavi da crociera, dove ho girato un po’ tutto il mondo. Finalmente decido di fermarmi. A Scaldasole. Entro in fabbrica e mi dedico al sindacato: delegato di base per la Fiom-Cgil. In seguito alla mia attività sindacale vengo licenziato. Continuo a militare nel sindacato come funzionario, nel comprensorio Vigevano-Magenta- Abbiategrasso sino al suo scioglimento. Lasciata la categoria entro, come dipendente ausiliario socio assistenziale (A.S.A.) alla Casa di riposo di Mede, dove lavoro attualmente. Non riconescendomi più, a livello locale, in alcun partito, scelgo di aderire a Civiltà Vigevanese, una formazione di donne e uomini, ma soprattutto giovani che, al primo posto, pongono il bene di questa città e dei suoi abitanti. Ideali che condivido pienamente. Grazie a questa possibilità intendo portare il mio contributo e la voglia di cambiare, per offrire nuovamente a Vigevano l’opportunità di iniziare una nuova stagione di progresso e di civiltà.”
PIETRO GIUNTA
Tecnico comunale
59 anni, tecnico comunale. “Ho aderito a Civiltà Vigevanese perché mi piacerebbe che un movimento che parte “dal basso”, cioè dai cittadini, anteponga alle questioni politiche le reali necessità dei vigevanesi. Vorrei che anche grazie al mio contributo CV si ponesse come un interlocutore credibile alle richieste dei cittadini della nostra città che ormai, da troppo tempo, vedono passare sopra alle loro teste decisioni importanti come, per esempio, quelle sulla privatizzazione dell’acqua o sulla costruzione della centrale diesel della Morsella. Spero che si possa tornare a parlare concretamente di una Vigevano più vivibile sia dal punto di vista della salvaguardia del territorio sia da quello, altrettanto importante, della salvaguardia e dell’evoluzione e della creazione di nuovi posti di lavoro. Argomenti questi che negli ultimi anni sono stati totalmente abbandonati alla buona volontà di alcuni imprenditori ai quali però non è stato assicurato alcun supporto da parte delle istituzioni cittadine. Mi piacerebbe che alcuni ammodernamenti venissero fatti anche nel campo dell’amministrazione comunale così come avvengono in molti comuni del’importanza di Vigevano e, spesso, anche più grandi e quindi con un livello di complessità maggiore. Insomma mi impegnerò per dare a Vigevano ciò che Vigevano si merita: un futuro di apertura, lavoro, prospettive e opportunità. Tutte cose che da anni sono state drammaticamente dimenticate e fronte di una politica spesso miope che ha preferito guardare all’immediato tralasciando di puntare al futuro.”
ANDREA GRAVANO
Psicologo
“Sono convinto che Vigevano sia una città che meriti un governo migliore di quello che negli ultimi anni ha contribuito a renderla una città dormitorio, una città senza opportunità di sviluppo, una città minore, priva di peso decisionale nelle politiche provinciali e regionali. Credo che i vigevanesi abbiano le risorse umane necessarie a cambiare corso e che una rinascita della nostra città sia possibile attraverso un movimento di impegno civico che parta dal basso, dai cittadini e dai loro bisogni e non da quello che pensano le segreterie dei partiti, mai come in questi ultimi anni così distanti dalle esigenze e dai problemi degli abitanti.
Ho una figlia di pochi mesi e voglio che possa crescere in una città migliore, in una città attiva, in una città viva, in una città che dia opportunità a tutti e rispetti i diritti di tutti, nell’equità, nella democrazia e nella legalità. Voglio che mia figlia possa essere fiera di vivere a Vigevano.”
MARIA CRISTINA MALFI
45 anni – educatore professionale
“Sono nata da genitori che giovanissimi si sono trasferiti a Vigevano con le loro famiglie per cercare lavoro sul finire degli anni ’50 e qui si sono incontrati. Ho studiato nella primissima sezione “apripista” del liceo linguistico “L. da Vinci”, appassionandomi allo studio delle lingue che mi hanno offerto la possibilità di viaggiare da protagonista, guardando all’Europa e al mondo come ad una stimolante e meravigliosa estensione della mia rete esistenziale. Ho partecipato come volontaria a campi di lavoro organizzati dal Servizio Civile Internazionale in Italia, Europa e Centro-America. Queste esperienze mi hanno fatto scoprire la mia propensione per il sociale e mi sono laureata come educatore professionale nel 1999 a Milano e recentemente ho terminato il corso di specialista in conduzione di gruppi della Fondazione “Adolescere” di Voghera. Da 20 anni lavoro per il Comune di Milano. Inizialmente mi sono occupata di adolescenti in difficoltà e di progetti contro la dispersione scolastica; da 4 anni sono parte dello staff di coordinamento di un centro di formazione che si occupa di formazione e avviamento al lavoro di fasce deboli del tessuto sociale milanese. Ho deciso di candidarmi per Civiltà Vigevanese perché mi piacciono i progetti collettivi di trasformazione della realtà e perché nella mia vita ho visto più di un cosiddetto sogno avverarsi. La partecipazione politica attiva e trasformativa è per me un salto di crescita. Vigevano è una città che ha bisogno di rinascere e io voglio dare il mio contributo alla sua rinascita.”
GENESIO MANERA
Insegnante
“Seguendo il principio gaberiano che Libertà è Partecipazione ho sempre amato più i movimenti che i partiti. Perché il contatto sociale è più diretto. Non ci sono i filtri di segreterie politiche o le censure di uomini potenti. Questo perché? Perché ho sempre amato la chiarezza della informazione, il coraggio di scelte innovative, la vita associativa guidata da valori etici, la quotidianità contornata da creatività. Ed è il governo della vita associativa, cioè di una comunità, con le sue tradizioni, con la sua Storia e con le leggi che si è dato, che tara la qualità della vita dei cittadini. Ma i cittadini di Vigevano sono coscienti di vivere in un quadro associativo di qualità, oppure cercano di sopportare una realtà piena di contraddizioni? Coloro che hanno nel loro DNA anche la cellula dell’etica sanno cosa rispondere. Agli altri non faccio prediche, ma metto nell’interfaccia della riflessione alcuni elementi sociali: sanità, scuola, servizi, trasporti, ambiente, piano regolatore. A questi potremmo aggiungere le prospettate scelte politiche: nuovi centri commerciali, negozi altamente qualificati e soprattutto una nuova centrale ad olio, con un cuore diesel obsoleto ed altamente inquinante, checché ne dicano certi Presidenti. Vigevano ha bisogno di un format esistenziale fondato su colonne sociali, politiche e culturali con rintracciabilità morali, che indirizzi e stimoli le migliori forze intellettuali, artistiche ed imprenditoriali verso un recupero della città, dandole un nuovo look, senza cancellare la sua Storia. E la Storia passa dai cittadini che pretendono che il governo della città ascolti le loro richieste. Queste idee ed energie si trovano in Civiltà Vigevanese e credo che siano sufficienti a giustificare le ragioni di una scelta.”
IRENE MANERA
20 anni – studentessa universitaria
Potrà sembrare insolito che una ragazza di vent’anni si avvicini alla politica, eppure l’educazione che ho ricevuto, gli ideali che ho maturato e la volontà di lottare per i miei diritti mi hanno spronata a partecipare attivamente alla realtà locale nella quale sono nata e tuttora vivo, Vigevano. Sono una studentessa del secondo anno di Architettura al Politecnico di Milano, scelta ardua, perché, in apparenza, non molto consona con gli studi classici portati a termine in precedenza, ma le sfide dure mi sono sempre piaciute! Nonostante la mia frenetica vita milanese mi sono aggregata al popolo di Civiltà Vigevanese, “ voce “ che mi permette di non rassegnarmi ad accettare e inghiottire passivamente scelte non democratiche e inopportune decisioni di altri riguardo al mio futuro. La Vigevano che si prospetta per il domani, mio e di tanti giovani come me, non offre un panorama stimolante e questo grazie a decisioni lontane dal reale sviluppo della città e dei suoi abitanti tutti. Quindi è proprio da noi cittadini, uomini e donne, giovani e non, studenti e lavoratori di ogni categoria, che devono scaturire critiche costruttive e progetti alternativi e innovativi per ricostruire insieme una Vigevano migliore. Ebbene Civiltà Vigevanese rappresenta questi molteplici volti della nostra città, un movimento in cui ognuno può esprimersi liberamente e confrontarsi con intelletti ed esperienze diverse dalla propria, perché è solo dal confronto con l’altro che ogni persona può considerarsi libera mente pensante.
GIUSEPPE MERCURIO
Grafico web attualmente in cerca d’occupazione
“Sono un 37enne, nato in Toscana e trasferito qui nel 2008. In questi mesi di permanenza ho potuto rendermi conto di alcune realtà che stanno oramai alla base della quotidianità vigevanese e che la caratterizzano, nel bene e nel male. Spesso assisto a veri e propri atti di inciviltà verso le persone anziane, verso le giovani madri con passeggini e verso le persone come me, che per scelta o per necessità non amano girare sempre in automobile, ma apprezzano ancora una sana passeggiata lungo le strade – molto spesso sporche e desolate – con automobilisti sempre piu aggressivi, per i quali non conta tanto il rispetto degli altri, quanto il far valere la loro volontà, magari spinti anche dalla potenza e dalla grandezza dei propri mezzi di locomozione. Il nucleo della vita cittadina è da tempo relegato a poche centinaia di metri quadrati, intorno alla pur bellissima Piazza Ducale, un vero gioiello di architettura e di storia – se solo potessi ogni tanto vederla nella sua totalità, senza orribili pedane o altre costruzioni che durante tutto l’anno ne celano lo splendore – ma lasciando purtroppo solitarie e deserte molte altre zone cittadine ricche di palazzi, chiese, piazze ed angoli veramente incantevoli, dove transitare e dove dedicare ogni tanto la nostra attenzione e il nostro rispetto. E’ per queste e per altre ragioni che ho scelto di affiliarmi a Civiltà Vigevanese, con la fiducia e la speranza che se convogliamo le forze e le idee di tante persone, riusciremo non solo a coprire le numerose lacune che esistono, ma soprattutto a ritrovare quello spirito di collaborazione che le nuove e le vecchie generazioni stanno perdendo, a discapito della qualità della vita. Lo scopo finale è di cercare di vedere il mondo da lontano, dato che, come diceva Montaigne, “la vista migliora con la lontananza”, e percepire cosi’ la realtà di Vigevano piu’ distintamente, per far ripartire insieme le nostre coscienze di Cittadini e di uomini liberi.”
SILVANO MIGLIAVACCA
44 anni – artigiano
Ho sempre dedicato il mio tempo alla famiglia e al lavoro. Non sono mai stato iscritto ad alcun partito politico, pur essendomi sempre tenuto informato sulla vita politica a livello nazionale, meno, a livello locale. Mi sono sempre sforzato, pur con i miei limiti, di coltivare un certo senso civico, tentando di armonizzare il mio spirito imprenditoriale ed indipendente, con la mia coscienza ambientale. Amo Vigevano dove sono nato e cresciuto, per questo mi sono fatto promotore del “Progetto per Vigevano di green-economy” realizzato e divulgato con l’associazione Vigevano Sostenibile. Il mio sogno è contribuire a realizzare per i miei figli e i miei concittadini, una città a misura d’uomo, democratica e partecipata, sicura e che offra opportunità di lavoro ai suoi abitanti, che sappia meritarsi l’appartenenza all’associazione nazionale “Comuni Virtuosi” e l’appellativo di “prima città d’Italia per qualità della vita”. Un progetto ambizioso? I Vigevanesi non si meritano niente di meno! I miei primi ed irriducibili critici costruttivi? La mia compagna, i miei figli, i miei compagni di percorso. Il mio impegno civico concreto comincia il 24 ottobre 2008, assemblea pubblica in aula consigliare, argomento: centrale di Cascina Cavalli. Dopo un’ora e mezza (reali) di braccio alzato, il moderatore della serata Mario Pacali è costretto a darmi la parola. Da allora non ho taciuto più e non intendo smettere fino a quando Vigevano non sarà diventata la città che sogno e che penso ci meritiamo tutti. Quando avrò ottenuto il risultato, tornerò ai miei molteplici interessi, ma non smetterò mai più di vigilare. La mia frase celebre:” Non è la libertà di informazione che manca, quanto piuttosto la coerenza e la volontà, di informare correttamente!”. Il mio motto: “Il mio unico dubbio mi rende più forte delle tue dieci certezze!”
PIETRO MOLINA
dirigente d’azienda
Da 15 anni ad ogni voto devo scegliere tra appoggiare una politica liberista per difendere i valori di famiglia, vita, bene comune oppure pagare la supremazia della solidarietà sulla libertà con quella dell’individuo sulla persona. Coerentemente con la convinzione che l’impegno civile è il fondamento della democrazia, non posso restare a guardare, non posso ritirarmi sull’Aventino, non voglio emigrare e neppure giocare semplicemente allo sfascio. Come cattolico non posso non difendere l’esistenza di valori naturali contro la deriva relativistica e non posso non difendere l’idea di bene comune contro la deriva individualista; sostengo la necessità di tornare a una politica fatta di avversari, non di nemici e di avere il dialogo come costume di vita. Queste sono le considerazioni alla base della mia ricerca di una collocazione politica coerente in ambito locale ed ho trovato il programma di Civiltà Vigevanese sorprendentemente aderente a quanto in pectore avrei voluto proporre. Finora estraneo a qualsiasi partito, ho aderito ad Alleanza per l’Italia fin dalla sua genesi, ma il parto non è a termine; accettare la candidatura e sostenere la lista di CV è stato un passo naturale. A chi condivide questi Valori prometto “di fare del mio meglio”.
ELISABETTA PAREA
42 anni – insegnante
42 anni, 2 figli, insegnante elementare presso la scuola De Amicis di Vigevano. “Sono stata una delle prime firmatarie del movimento civico Civiltà Vigevanese perché ho creduto dal principio che nella nostra città ci fosse bisogno di una nuova stagione di partecipazione e della vera voce dei vigvanesi. Infatti le forze politiche attive in città le percepisco come distanti dai cittadini attente a cavalcare soltanto le paure dei cittadini in modo demagogico senza approfondire i problemi reali della nostra comunità. Credo nel valore del confronto a tutti i livelli e nella partecipazione alle scelte di natura amministrativa. E proprio in Civiltà Vigevanese ho trovato questi valori fondanti e fondamentali dell’essere cittadini. Sono convinta che nelle scelte e nelle proposte che si metteranno in pratica anche se non risolveranno tutti i problemi, sicuramente potranno avviare una nuova fase e un nuovo modo di fare politica al servizio della città. Per me la differenza rappresenta un valore e l’insieme delle differenze sono la base della nostra società. Se si accentuano soltanto le diversità si continuerà a costruire muri e non ponti. In Civiltà Vigevanese, nonostante la sua “giovane età, sono già stata tra le promotrici delle varie iniziative a favore della scuola pubblica che hanno contribuito a sensibilizzare ed informare sia i colleghi, sia le famiglie che la cittadinanza sul rischio che si corre con la riduzione dell’offerta formativa che si celava dietro quei pericolosi provvedimenti.”
NAZZARENA PATA
Casalinga
Ho 48 anni sono sposata e ho 3 figli. Mi occupo di volontariato, attività che mi gratifica moltissimo nonostante la fatica e le situazioni, spesso drammatiche, in cui mi imbatto. Ho iniziato a seguire gli sviluppi del Movimento Civico Civiltà Vigevanese da quando ha iniziato ad occuparsi del problema delle case Aler e da quando ha intrapreso la campagna contro la chiusura di un supermercato di quartiere per puri scopi speculativi.
Frequentando gli aderenti a Civiltà Vigevanese mi sono accorta che sono mossi essenzialmente dalla voglia di avere voce in capitolo sulle problematiche della nostra città e non vogliono più demandare le scelte della nostra comunità alla politica che sempre più spesso si dimostra lontana e “fuori tempo” come per esempio nel caso della privatizzazione dell’acqua.
FRANCESCO PERBONI
21 anni – studente universitario
Ventuno anni e prima di inscriversi alla facolta di Scienze storiche dell’Università Statale di Milano ha frequentato il liceo scientifico tecnologico di Vigevano. “Ho scelto gli studi storici perchè solo conoscendo profondamente il passato si puo capire appieno il presente. Amo viaggiare, giocare a rugby e praticare atletica. Il motivo per cui ho deciso di aderire al movimento civico Civiltà Vigevanese è dovuto al profondo scollamento, avvenuto in questi anni, tra la politica (nazionale e locale) e i bisogni reali dei cittadini. Senza contare che, salvo rare eccezioni, il livello medio della classe politica vigevanese e piuttosto scadente. Per questo motivo penso che un cambio generazionale nella politica cittadina, e nella gestione della “cosa” pubblica, sia doveroso. Ecco perchè, cercherò di impegnarmi al massimo dando il mio contributo di passione ed impegno. Penso che per i miei coetanei un’opportunità come quella di Civiltà Vigevanese sia importantissima perche crea il giusto mix tra le persone che si sono già impegnate in politica e con la gestione dell’amministrazione pubblica, offrendo cosi la giusta esperienza, e la freschezza e l’entusiasmo dei giovani della mia generazione. Non basta più, infatti, limitarsi al solo lamento di cosa non va e cosa andrebbe fatto. Il cambiamento deve avvenire dal basso, con l’impegno costante e appassionato, con il coinvolgimento di tutti e non di pochi “eletti””.
CARLO PIZZI
assicuratore, segretario Partito Socialista di Vigevano
Il Bene Comune, sia come strutture e servizi, sia come idea forte e caratterizzante; il fondamentale ruolo del Municipio nel creare una società giusta, equa, capace di unire e accogliere e non dividere e respingere, in grado di offrire una vera uguaglianza delle opportunità. La libertà, la partecipazione consapevole e responsabile, l’assenza di qualsiasi discriminazione. Già 120 anni fa, quando fu fondato, il Partito Socialista questi principi, questi valori, li aveva al centro del proprio essere e del proprio agire. Per questo, oggi, alla vigilia delle elezioni comunali del 28 e 29 marzo, noi Socialisti di Vigevano non abbiamo avuto difficoltà ad individuare nella proposta di Civiltà Vigevanese, i nostri valori fondanti. Ancor di più, se a rappresentarlo come candidato sindaco è Carlo Santagostino, un vero riformista, già sindaco della nostra città, con il quale abbiamo già avuto occasione di collaborare e del quale riconosciamo il patrimonio intellettuale legato alla storia e ai valori del socialismo italiano. Per tutto quanto sopra detto il segretario cittadino Carlo Pizzi aderisce con rinnovata fiducia alla lista di CIVILTA’ VIGEVANESE, al fine di contribuire, con la sua capacità ed esperienza, ad una vittoria delle forze politiche riformatrici nella competizione elettorale amministrativa del 28/29 marzo p.v.
FERRUCCIO QUARONI
Dirigente pubblico
“Sono nato nel 1954 a Stradella dove ho vissuto per quasi trent’anni e dove ho iniziato la mia attività politica ed amministrativa come consigliere comunale ed assessore alla cultura tra il 1975 ed il 1982. Successivamente ho vissuto a Pavia dove mi sono laureato in Lettere ed ho svolto per quasi un ventennio, tra il 1977 ed il 1993, un ruolo pubblico prima nella Federazione Giovanile Comunista come segretario provinciale e successivamente nel PCI come funzionario fino a ricoprire dal 1988 per cinque anni l’incarico di Vice Sindaco con delega prima ai servizi sociali e poi alla cultura. Vivo a Vigevano da dieci anni e lavoro, sempre per lo stesso periodo, al Comune di Valenza in qualità di dirigente dei servizi educativi e culturali. La vita mi ha offerto la bella opportunità di conoscere ampiamente la gestione della “cosa pubblica” in tanti suoi aspetti, di ideare ed impegnarmi in progetti ed iniziative, di battermi per una idea di politica che, come scriveva Leopardi “cospiri con la moralità”. Cio’ che mi sembra mancare oggi a questa Città, potenzialmente bella ed in grado di giocare un ruolo di primo piano in ambito provinciale e regionale, è proprio l’assenza di una “anima” e di uno slancio creativo da parte di chi la malgoverna da un decennio ed anche di coloro che avrebbero dovuto offrire valide alternative. Per cambiare rotta occorre non solo un programma credibile, praticabile, innovativo e realistico ma anche l’impegno di donne e uomini dotati di un alto senso civico, di assoluto disinteresse personale, di totale autonomia da centri e conventicole di potere, di ampia professionalità, sapere e competenza. Qualcosa si é mosso in questo ultimo anno: mi auguro che le forze progressiste ed innovative della Città sappiano trovare una positiva intesa.”
RACHELE SALA
Insegnante
“Educare è aiutare la vita ad incamminarsi nelle ampie e sempre nuove strade dell’esperienza con spirito di gioia, di fratellanza,di desiderio di bene, di responsabilità” (Maria Montessori, Educazione e pace)
Proprio da questo pensiero prende avvio la mia intenzione ad aderire al movimento civico “Civiltà vigevanese” con l’intento di voler essere un modello positivo per i futuri uomini che ogni giorno “aiuto a vivere” nella consapevolezza di se stessi, dei loro valori, dei loro ideali. Sono Rachele Sala, ho 33 anni e gestisco e coordino da 7 anni una scuola per bambini a Vigevano; dopo la maturità classica, mi sono diplomata all’Istituto Superiore di Educazione Fisica seguendo la passione di sempre per la sana attività al movimento e il benessere psico-fisico. Grazie alla mia attività professionale ho compreso quante lacune ci siano nelle possibilità e opportunità offerte ai più giovani, di quanto poco siano valorizzati i luoghi di incontro (cortili, giardini, strade, piazze, centri sociali, biblioteche) che dovrebbero invece educare sin da piccoli alla capacità di relazione, di confronto, di dialogo, che se ben coltivata renderebbe cittadini più consapevoli e partecipi del proprio mondo, della propria polis, al fine del raggiungimento di un pieno e proficuo benessere comune. Sin da piccolo infatti l’essere umano deve essere indirizzato alla vita vera, reale, fatta di responsabilità e di impegno attivo, imparando attraverso il fare, l’esperienza diretta delle cose, a contatto con la natura, il proprio corpo e il mondo che lo circonda. Solo così il piccolo uomo potrà diventare un cittadino autonomo nel pensiero ma capace di condivisione. Proprio per questo ho scelto di aderire a “Civiltà Vigevanese” capace di rappresentare un’autentica e concreta alternativa in questa realtà profondamente segnata da una crisi di credibilità delle forze politiche e da una diffusa incapacità a governare nell’interesse dei cittadini. Mi piace l’idea di aderire ad un progetto che vede protagonisti i giovani che hanno bisogno di riappropriarsi con entusiasmo del fatto di essere gli artefici di un nuovo modo di fare politica, fatto di concretezza e apertura, che si basa sull’idea di conoscere i problemi, studiarli, approfondirli, discuterli, per arrivare a proporre soluzioni valide e praticabili per una VITA FELICE.
DAVIDE SALLUZZO
48 anni – amministratore Ass. “La Barriera”
La mia esperienza di vita coincide da sempre con l’idea che rappresenti un dovere morale per un cittadino impegnarsi per migliorare l’esistente e correggere i limiti di una società ingiusta che esclude e non offre a tutti la possibilità di esprimersi e crescere. Ho avuto la fortuna di dare il mio contributo alla politica ed alla società locale in due momenti fondamentali: dal 1979 al 1984 come giovane consigliere comunale e dal 1996 al 2000 come assessore nella giunta di centro-sinistra. In entrambe le occasioni ho imparato a conoscere ed amare ancora di piu’ la nostra Città. Ho cercato di comprenderla ed interpretarne i problemi ed i bisogni insieme a tanti uomini e donne che ho avuto la fortuna di incontrare, conoscere e che mi hanno aiutato a dare vita adalcune innovazioni importanti: dal completo rinnovamento dei servizi anagrafici, al nuovo ufficio di relazioni con il pubblico, dalla realizzazione del “Fateci Spazio” alla intensa attività per promuovere una cultura della legalità a Vigevano, grazie ad un impegno fermo e preciso a fianco di chi subiva fenomeni quali l’usura ed avvalendoci dell’apporto fondamentale, dell’esperienza e dell’esempio di uomini quali Don Ciotti. La mia vita è stata anche all’insegna dell’impegno per l’aggregazione sociale e per il movimento cooperativo con una forte attenzione ai problemi ed alle esigenze dei giovani e di categorie meno difese di donne e uomini della nostra Vigevano: è il caso del lavoro svolto con la Cooperativa Portalupi ed a fianco degli inquilini delle case popolari. Dal 2000 ho iniziato con altri amici e collaboratori la bellissima esperienza de “La Barriera” che ha rappresentato, in anni difficili e di autentica trincea, un baluardo del pensiero libero e democratico in questa Città dove altri stavano zitti, si adeguavano o protestavano, tra l’altro assai poco e male, nel chiuso del Consiglio Comunale. Sempre con altri che insieme a me condividono la prospettiva di un profondo cambiamento nel modo di governare Vigevano, con le idee delle cittadine e dei cittadini che devono tornare ad essere protagonisti, ho dato vita a “Civiltà Vigevanese”, una avventura “in corso” alla quale dedico gran parte del mio tempo da quasi due anni. Possiedo la grande fortuna di avere una splendida famiglia che condivide questa esperienza e che, anzi, mi stimola, mi offre spunti e mi ricorda che dobbiamo essere persone vive e pulsanti. Ed ho l’immensa risorsa di tanti amici veri che sono accanto a me da tanti anni, con il loro entusiasmo, il loro contributo spesso discreto ma essenziale e l’affetto vero che mi ha sempre sorretto e mi fa ancora credere nella possibilità di un’altra Vigevano. È con questo spirito che voglio dare un contributo alla nostra Città nei prossimi cinque anni.
CARLO SANTAGOSTINO
63 anni – avvocato
Credo sia necessario che io spieghi perchè ho ritenuto di accogliere la proposta che mi è stata fatta di concorrere per le elezioni primarie all’incarico di Sindaco di Vigevano. Non solo perché, insieme a molti altri, ho visto nascere “Civiltà Vigevanese” e ne ho condivisi fondamenti e nececessità politiche, ma anche per un’altra essenziale ragione. Bisogna risalire al tempo della grande nevicata del gennaio 1985. Ve la ricordate la nevicata dell’85? Fu una delle più copiose che mai gli inverni di Vigevano abbiano conosciuto. La città rimase quasi paralizzata sotto una coltre di quasi 80 cm di neve. Ebbene quei giorni, da me non dimenticati e rimasti nella memoria di molti, furono, per una strana coincidenza, anche i giorni in cui si concluse l’ultima esperienza di una Giunta comunale fondata sull’alleanza e sull’unità delle forze politiche popolari e democratiche. Da allora non si è più riusciti a ricostituire quella unità, salvo la parentesi del 1996. Quella unità popolare virtuosa che consentì, dal dopoguerra in poi, di affrontare e risolvere i grandi problemi di una città impetuosamente cresciuta, attraverso un sistema di protezione sociale e di rispetto del territorio, che resta invidiabile. Da allora, dopo quella rottura, la destra si è insediata al governo della città ed è iniziata una poderosa marcia indietro. È così prevalsa la logica delle privatizzazioni dei pubblici servizi, tra cui quella dell’acqua è solo l’esempio più grave. La città è inoltre in una delle crisi economiche più gravi che si ricordino. Sono convinto che per trovare la strada di una rinascita della nostra città occorra riprendere il filo spezzato nell’85 e ricucire quella genuina unità dei vigevanesi, del popolo dei lavoratori e delle forze produttive in grado di recuperare quel passato di conquiste e riproporlo oggi, nel 2010, rinnovato ed adeguato alle necessità della modernità. Ecco perché ho accettato la sfida che mi è stata proposta per concorrere all’incarico di Sindaco: per riprendere il filo di allora e insieme garantire un reale rinnovamento generazionale.
SIMONE SATTA
22 anni – studente universitario
“Nasco a Vigevano 22 anni fa, nella stessa città frequento tutte le tipologie di scuola: da quella dell’infanzia, passando per la primaria la secondaria ed il liceo, quello scientifico tecnologico. Dopo l’esperienza delle scuole superiori svolto pagina e decido di frequentare l’Università degli Studi di Pavia, seguendo il corso di scienze filosofiche. Comincio a frequentare l’ Associazione Culturale “LaBarriera”, come lavapiatti durante la festa estiva della stessa e “passando di grado” negli anni giungo a diventarne consigliere nel marzo 2009 ed a scrivere sul giornale della stessa con sempre maggiore frequenza. Crescendo anche politicamente divento sempre più attento al mondo nel quale navighiamo durante la nostra permanenza in esso, stupendomi del marcio che galleggia nella politica tutta. Nasce poi un movimento, Civiltà Vigevanese, che spalanca le porte a chi, come me, vorrebbe provare a dare un calcio all’ impasse, un Movimento che accoglie senza pregiudizi, una novità ricca di esperienza. Approdo in esso con la speranza che un vero cambiamento sia possibile partendo dal basso, cominciando la “rivoluzione” nel piccolo, nei comuni ad esempio. Cambiamo questa città in un’altra città, diventiamo esempio del Bel Paese”.
ARIELA SOLINI
Terapista della riabilitazione
“Ho 26 anni, nata e cresciuta a Vigevano. Mi sono laureata presso l’università di Pavia in Terapia Occupazionale, ed ora sono laureanda in fisioterapia presso l’Università di Novara. Subito dopo la 1° laurea ho iniziato a lavorare come libera professionista, attività che continuo ad esercitare accanto al mio 2° percorso di studi. Conosco pertanto realtà e problematiche giovanili diverse. Il mondo del lavoro, così ostico e precario, che ci crea grosse preoccupazioni per il nostro futuro, la realtà studentesca con grandi sogni e altrettanto grandi delusioni. Ma conosco altrettanto bene gli enormi disagi dei “malati” con i quali mi confronto ogni giorno; i miei pazienti che, nonostante gravi ed invalidanti patologie, sono invisibili per questa città. Ho conosciuto alcuni esponenti di Civiltà Vigevanese, giovani e meno, e sono stata contagiata dall’entusiasmo che li unisce in questa avventura per cambiare il volto della nostra città, dando a “tutti” la possibilità di viverla attivamente. Ho perciò deciso che è arrivato anche per me il momento di “fare”, di impegnarmi e credere che cambiare si può. La mia città deve avere orecchie per tutti, voglio poter dire forte e con più orgoglio: “Io sono di Vigevano”.”
PAOLO SOLINI
53 anni – spedizioniere
Ho 53 anni, sposato, con 2 figli ormai adulti. Vigevanese a 360 gradi. In questa città sono nato, ho cresciuto i miei figli e proseguo l’attività di famiglia iniziata nel 1939.
Nella mia mente spesso ritornano i suoni e le immagini della Vigevano degli anni 60, quando la giornata era scandita dal suono delle sirene della grossa realtà industriale, e dal traffico “ecologico” che si riversava nelle strade. Non ho mai fatto politica attiva, e l’insofferenza verso i “soliti noti” è andata sempre più aumentando. Lo scorso anno ho incontrato un movimento veramente “NUOVO”, Civiltà Vigevanese; ed ecco che ho scoperto che politica vuol dire anche: condivisione di identici ideali, amore per la propria città, voglia di sentirsi partecipe nel rilancio dell’economia, nella salvaguardia delle bellezze artistiche, culturali e paesaggistiche di tutto il nostro territorio. Con entusiasmo ho deciso pertanto di affrontare questa nuova esperienza, provando a lavorare insieme per riprenderci la nostra città.
JACOPO SPACCA
34 anni – libraio
Orgogliosamente vigevanese dalla nascita, 34 anni, pendolare. “Terminati gli studi superiori, una volta entrato nel mondo del lavoro sono stato costretto, a causa delle poche possibilita che offre Vigevano, a fare il pendolare. Attualmente svolgo la mia attività a Pavia, presso una catena di librerie. Ho fatto parte per qualche anno di un’associazione culturale. Nell’organizzare alcuni eventi ho toccato con mano l’impoverimento culturale della nostra citta che per non offre ne occasioni, ne spazi, ne disponibilità per fare cultura soprattutto rivolta ai giovani. Questo mi ha spinto a iscrivermi a Civiltà Vigevanese, dove ho trovato il mio stesso entusiasmo e desiderio di cambiamento e la volontà di dare una svolta a Vigevano, citta che ha dato i natali a personaggi del livello di Lucio Mastronardi, fermando questa progressiva e costante trasformazione in citta dormitorio, nella quale l’unica cosa di cui ci si possa far vanto sono una gran quantità di orribili casermoni che stanno sorgendo come funghi in ogni dove. Insomma, desidererei vedere la mia città tornare a darsi prospettive di sviluppo nuove, moderne e in linea con gli aspetti di ecosostenibilità. Così da permettere ai bambini di passeggiare come facevo io, quando ero piccolo, condotto per mano dal mio adorato nonno. Allora, ricordo, avevo un forte senso di orgogliosa appartenenza ad una città bella, viva, laboriosa, raffinata e colta nello stesso tempo”.
MARIAGRAZIA TROTTI
57 anni – infermiera – imprenditore
“Ho 57 anni, sono laureata in Scienze infermieristiche all’Università di Pavia e lavoro presso il pronto soccorso dell’ospedale di Magenta, dopo un’esperienza in cardiochirurgia al San Matteo di Pavia. Avevo un negozio di oreficeria e sono stata vittima di un’estorsione che ho denunciato. Purtroppo sono stata costretta a chiudere l’attività. Lo Stato mi ha risarcita dopo tredici anni. Nel frattempo mi sono laureata e, grazie al risarcimento e al contributo dello Stato, ho aperto un’altra attività: ristrutturazioni immobiliari. Nel 2001 ho fondato in città una associazione denominata “Vigevano… Libera”, che, oltre ad occuparsi di dare assistenza alle vittime del racket, dell’usura e delle estrosioni, si occupa anche di prevenzione degli stessi reati. Sono presidente di una associazione di volontariato: “Cassolo Soccorso onlus” che si occupa del trasporto degli infermi con ambulanza. Grazie a Civiltà Vigevanese mi è stata offerta una splendida opportunità per questa città che amo da sempre e che vorrei veder ritornare come la ricordo io: viva, sicura, vivibile, accogliente. Vorrei che i nostri giovani potessero trovare in Vigevano gli stimoli e le positività che ho trovato io e che mi hanno permesso di superare tanti momenti difficili della mia vita. Mi auguro di poter fare qualcosa per questa città e, prima di ogni decisione, voglio sempre ricordarmi di pormi questa domanda “se io fossi al loro posto, se lo facessero a me?”. Perché questo significa rispettare sempre e comunque l’altro.”
FIORELLA VALVO
61 anni – ex preside scuola media ora in pensione
Mi chiamo Fiorella Valvo. Sono sposata ed ho una figlia di ventisette anni, che vive e lavora a Milano, da cinque anni, dopo essersi laureata con il massimo dei voti ed aver seguito un Master di specializzazione. Anche lei, come tanti giovani, ha dovuto trasferirsi per trovare un lavoro ed utilizzare le sue risorse intellettuali per aziende di una città, che non è la sua. Io, a differenza di lei, dopo la laurea in Filosofia conseguita presso l’Università di Pavia con il massimo dei voti, ho potuto essere utile alla mia città, prima insegnando per vent’anni e poi dirigendo due scuole cittadine, le medie Robecchi e Bussi, ed un Centro territoriale di Educazione per adulti, cosa che ho fatto per altri vent’anni circa. Oggi sono in pensione, ma non riesco a vivere tranquilla ed in pace con me stessa ,vedendo questa mia città che sta morendo a poco a poco e non riesce a dare più opportunità né agli adulti né ai giovani. Sento forte il bisogno di impegnarmi in prima persona per una rinascita economica, sociale, ambientale, municipale, democratica di Vigevano. Certo, non da sola, ma insieme ai miei concittadini che spero sempre più numerosi vorranno condividere con me l’amore per questa città,ricominciando a prendersi cura di essa con la stessa attenzione con cui ci si prende cura della propria casa, ricominciando a decidere insieme su quegli aspetti che interessano la grande maggioranza di chi vive qui, soprattutto quando sono coinvolti beni primari come la salute e la tutela di beni imprescindibili come l’aria o l’acqua. Un grande aiuto verrà anche dalla squadra di consiglieri giovani, preparati,entusiasti, diversi dei quali provenienti dalle scuole che ho diretto e questo è un motivo di ulteriore orgoglio. L’impegno mio e di tutta Civiltà Vigevanese è di fare il meglio possibile per la città, con onestà, responsabilità, forte attaccamento al dovere come è giusto che sia e come il grande rispetto per i nostri concittadini richiede.








