Grande soddisfazione è stata espressa dai tre consiglieri di Civiltà Vigevanese al termine della votazione in Consiglio comunale della mozione, presentata dal PD e inaspettatamente emendata  dalla maggioranza, che è andata oltre la proposta del Partito Democratico e ha proposto di chiedere l’uscita da Pavia Acque e il ritorno della gestione diretta dell’intero servizio idrico vigevanese da parte di Asm. Esattamente quanto richiesto da Civiltà Vigevanese al termine della campagna contro la privatizzazione dell’acqua pubblica che aveva visto centinaia di volontari mobilitati e oltre 5.000 firme raccolte e presentate al sindaco.
La soddisfazione è stata ancora maggiore quando si sono sentiti un partito come la Lega e un movimento civico come il Polo laico effettuare un’inversione di marcia a 360 gradi rispetto alla passata legislatura che li aveva visti uniti nel voto a favore della privatizzazione dell’acqua.

Purtroppo si sono dovuti registrare due problemi, apparentemente di forma, ma che, visti i risultati finali sono diventati di sostanza. Il primo relativo alla mancata consegna dello stesso materiale a tutti i consiglieri dell’opposizione, il secondo dovuto alla scarsa personalità dimostrata dal presidente del Consiglio comunale Matteo Loria nel gestire il dibattito

All’ordine del giorno c’era, tra gli altri punti, la costituzione delle Commissioni permanenti.  La minoranza compatta non ha presentato nessun nome perché ad alcuni consiglieri, e più specificatamente a quelli di Civiltà Vigevanese, non era stata consegnata la lista completa della dieci commissioni. Al Consigliere Valvo ne era stata consegnata una che prevedeva 8 commissioni, agli altri consiglieri dell’opposizione ne risultavano 10. Al capogruppo Carlo Santagostino non era pervenuta nessuna lista. Alla richiesta di rinviare le nomine, per consentire di stilare la lista dei nomi da inserire nelle commissioni, la maggioranza tutta si è opposta. Il risultato finale è stato un guaio da cui occorrerà uscirne. Infatti al momento delle votazioni la minoranza compatta ha abbandonato l’aula, lasciando Lega e Polo Laico a votarsi i loro consiglieri. Risultato: tutto da rifare, perché il regolamento prevede che nelle commissioni siano rappresentati anche i gruppi di minoranza.

Carente anche la conduzione del presidente del Consiglio Comunale di Matteo Loria (eletto con i soli voti della maggioranza n.d.r.). Più di una volta infatti non ha saputo districarsi nel groviglio creatosi, lasciando praticamente mano libera a ogni intervento, anche a quelli che esulavano dall’ordine del giorno. La seduta, quindi, si è prolungata sino ad oltre le due di notte con un nulla di fatto.