Il risultato più eclatante raggiunto dalle opposizioni al Consiglio Comunale di giovedì scorso (29 luglio) è stato quello di obbligare la maggioranza a votarsi contro e approvare così il vecchio documento programmatico, quello dalle linee più dure e demagogiche. Quello nuovo infatti, emendato da 4 consiglieri di maggioranza di Lega Nord e Polo Laico, è stato considerato irregolare. In consiglio, il documento emendato è stato bocciato dalla maggioranza per votare il testo originale. <<Il regolamento – ha spiega Carlo Santagostino, di Civiltà Vigevanese – prevede che gli emendamenti vadano presentati entro 10 giorni dal deposito del documento ma il 18 luglio è stato consegnato un documento già corretto, senza emendamenti a parte, così non si sapeva quale documento discutere>>. Questi cambiamenti sono stati considerati significativi e hanno reso il documento « profondamente diverso dal programma votato». Si è rischiato così di andare addirittura contro il regolamento stesso del Consiglio Comunale. Il Sindaco e il consigliere Bellazzi, evidentemente imbarazzati per il dietrofront “obbligato”, si sono difesi in corner e dopo la bocciatura del loro stesso emendamento, hanno affermato che “rispetto ai toni duri, da campagna elettorale, nell’emendamento certe sfumature erano smussate. Ma fare un passo indietro e votare il vecchio documento non è stato un problema perché le linee programmatiche sono le stesse di quelle iniziali”.
Il secondo risultato ottenuto dalle forze di opposizione è stato quello di modificare la proposta, quanto mai generica avanzata da Lega e Polo Laico, di creazione di un Osservatorio anti mafia e far approvare invece una sorta di commissione consiliare antimafia che vigilerà sulle nomine degli appalti pubblici, e creerà una black list delle imprese, ovvero l’elenco delle ditte che sono legate a fenomeni di criminalità organizzata. Accettate quindi le mozioni proposte dal gruppo di Civiltà Vigevanese che riguardavano “l’istituzione di una commissione consiliare antimafia che vigili su nomine e sulla riorganizzazione di gare di appalto», e quella proposta dal Partito Democratico: Sindaco e giunta si impegnano ad esprimere alle due Camere del Parlamento e al governo la propria contrarietà nei confronti del disegno di legge cosiddetto anti-intercettazioni che rischia di limitare gravemente l’attività della magistratura e degli organi di informazione.. Un altro strumento di controllo sarà l’Anagrafe degli eletti e dei nominati, un elenco pubblico e consultabile per risalire e conoscere i personaggi che hanno un ruolo pubblico in città. L’osservatorio sarà guidato da due consiglieri comunali, uno della maggioranza e uno della minoranza, e vi prenderanno parte tutte le associazioni che si occupano di promuovere la legalità sul nostro territorio. Monitorerà quanto accade in città con funzioni conoscitive, di studio e propositive, in modo da fornire e richiedere la massima collaborazione agli organi giudiziari e promuovere nelle scuole una nuova cultura della legalità.














Obbligare il Comune a rendere obbligatorio il certificato antimafia alle ditte a cui appaltano i lavori pubblici. Questo sarebbe un grande risultato
“…obbligare la maggioranza a votarsi contro e approvare così il vecchio documento programmatico, quello dalle linee più dure e demagogiche.”
Non erano questo “Il risultato più eclatante raggiunto dalle opposizioni…” che mi aspettavo. E’ un bel risultato?
La linea politica adesso è muro contro muro?
Pietro
No, caro Pietro, la politica non è muro contro muro, e tu lo sai, basta leggere la seconda parte dell’articolo.
Mentre il risultato che si fa rilevare nella prima parte, è stato quello di impedire al signor Bellazzi e al signor Loria di gestire il Consiglio Comunale come il salotto di casa propria.
Eugenio
No Pietro, certo che la politica non è muro contro muro però non può essere neanche il territorio del “faciamo ciò che vogliamo perché abbiamo vinto le elezioni”. Io ero presente e ti assicuro che la maggioranza si comporta come se il Consglio Comunale e le regole fossero inutili e noiosi impedimenti. Non si può certo lasciare passare tutto quello che succede senza opporsi con la paura di essere tacciati di essere quelli che fanno opposizione. A quel punto che senso avrebbe partecipare al Consiglio Comunale?
Il risultato è che è stata messa in evidenza la mancanza di competenza di questa maggioranza che non ha ancora trovato un modo per definire la propria azione di governo, al punto da non esprimersi nel documento da votare. Inotre errori di forma hanno portato la lega e il polo laico ad autobocciarsi il maxiemendamento per non rischiare di fare un autogol ancora più grande. Rimane che Sala&C non sanno bene cosa fare da qua all’anno prossimo e soprattutto non sanno cosa fare nei prossimi 4 anni