img_la_russa_vigPer fortuna che non ci sono troppe guerre in giro perché se dipendesse dal nostro ministro della difesa, l’affascinante La Russa, invece di occuparsene starebbe in giro per l’Italia a sponsorizzare suoi uomini in questa o quella amministrazione pubblica.

Ieri leggevamo in un articolo che sostiene tal Pesato alla Regione e, in un’altra pagina, che sponsorizza il nostro ottimo Prati come sindaco per i prossimi anni. Appena partito già lo vogliono far tornare indietro.. Ci aspettavamo di leggere che La Russa avesse anche suo uomo, anzi donna, per la San Vincenzo e , perché no, per bocciofile e consigli di condominio.

E’ rassicurante sapere che qualcuno pensa e sceglie per i cittadini: quale forma piu’ alta di democrazia che la decisione oligarchica? Quale piu’ sublime incarnazione del volere popolare se non i pizzini di questo o quel ministro o boss nazionale o regionale? Pericle nel celebre discorso agli Ateniesi che Paolo Rossi porta in giro nei Teatri (uno dei pochi luoghi ancora liberi di questo Paese.. fino a quando non sappiamo)  dice: “Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi, e per questo viene chiamato democrazia.” E già qui vengono i brividi al pensiero di cosa si è autodefinito “democrazia” nell’Italia degli ultimi 65 anni.. E poi continua “Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri,  chiamato a servire lo stato, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.”

Ora, non pretendiamo certo che chi si è sempre ispirato a Mussolini trovi in Pericle un riferimento culturale, parola comunque impegnativa per taluni.. Certo che mentre qualcuno in questa Città si sta impegnando ad ascoltare migliaia di donne e uomini, a promuovere momenti veri e significativi di ascolto, confronto e dibattito con cittadine e cittadini per anni considerati sudditi decerebrati, mentre tante persone, fra cui molti giovani, stanno impiantando un inedito laboratorio per rivitalizzare la partecipazione e fare esprimere i vigevanesi in modo che scelgano un sindaco e dei consiglieri comunali espressione reale della società locale, dei suoi bisogni e delle sue aspettative, ecco su tutto cio’ calare, come nel medioevo, la sacra investitura da  Roma e Milano per un valvassore del contado.

Che umiliazione per Vigevano dovere sempre sottostare a voleri e disegni “superiori”.. si fa per dire.

Speriamo almeno che Prati, se il San Matteo gliene lascia il tempo, si legga cio’ che il pericoloso “comunista” Pericle diceva poco innanzi quanto già citato: “ogni ateniese cresce sviluppando una felice versatilità, ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero”.

Meditate gente, meditate…